Quando si possono ritirare i soldi dal fondo pensione?

quando ritirare soldi dal fondo pensione

Quando si possono ritirare i soldi dal fondo pensione? È una delle domande più importanti da chiarire prima di aderire alla previdenza complementare.

L’idea che il capitale versato sia completamente bloccato fino al pensionamento non è corretta. La normativa prevede infatti diverse possibilità di accesso anticipato alla posizione individuale, ma con condizioni, percentuali e trattamenti fiscali differenti.

È possibile, per esempio, richiedere un’anticipazione fino al 75% della posizione maturata per determinate spese sanitarie gravi. Dopo almeno otto anni di partecipazione alla previdenza complementare si può richiedere fino al 75% per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per ulteriori esigenze personali.

Esistono inoltre i riscatti parziali o totali collegati a specifiche situazioni lavorative e personali, oltre alla RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, destinata a determinate categorie di aderenti che si trovano nella fase di avvicinamento alla pensione.

Le possibilità sono quindi numerose, ma non devono essere confuse.

Anticipazione, riscatto e RITA non sono la stessa cosa.

Cambiano i requisiti, le percentuali disponibili, la finalità e il trattamento fiscale.

In questa guida vediamo quando è possibile ritirare i soldi da un fondo pensione, quanto si può ottenere e quali conseguenze produce il prelievo sulla futura pensione integrativa.

Anticipazione del fondo pensione: quando si può richiedere

La prima modalità per ottenere una parte del capitale prima della pensione è l’anticipazione.

La normativa distingue tre situazioni principali.

Spese sanitarie gravi

Per sostenere spese sanitarie conseguenti a gravissime situazioni che richiedono terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche competenti, è possibile richiedere fino al 75% della posizione individuale maturata.

La richiesta può riguardare situazioni sanitarie dell’iscritto, del coniuge o dei figli.

In questo caso non è necessario attendere otto anni di iscrizione: l’anticipazione può essere richiesta in qualsiasi momento.

Facciamo un esempio.

Con una posizione individuale di 80.000 euro, il limite teorico massimo del 75% corrisponde a:

80.000 × 75% = 60.000 euro.

Questo non significa che il fondo eroghi automaticamente 60.000 euro in ogni situazione. La richiesta deve rispettare le condizioni e la documentazione prevista.

Per la parte fiscalmente rilevante derivante dai contributi versati dal 1° gennaio 2007, le anticipazioni sanitarie sono assoggettate a una ritenuta del 15%, riducibile in funzione dell’anzianità di partecipazione oltre il quindicesimo anno fino al minimo del 9%.

Acquisto o ristrutturazione della prima casa

Dopo almeno otto anni di partecipazione alla previdenza complementare è possibile richiedere un’anticipazione fino al 75% della posizione individuale per:

  • acquisto della prima casa per sé;
  • acquisto della prima casa per i figli;
  • ristrutturazione della prima casa nei casi previsti.

Anche qui il limite massimo teorico può essere significativo.

Con una posizione di 100.000 euro, il 75% corrisponde a 75.000 euro.

Bisogna però considerare la fiscalità.

Per le anticipazioni relative all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa, la COVIP indica un’aliquota del 23% sulla parte fiscalmente imponibile secondo le regole applicabili.

La possibilità di utilizzare il fondo pensione per la casa non significa che sia sempre conveniente farlo.

Prelevare una parte consistente del capitale riduce la posizione previdenziale e, di conseguenza, la futura prestazione.

La decisione dovrebbe quindi confrontare:

  • capitale necessario;
  • alternative di finanziamento;
  • costo di un eventuale mutuo;
  • anni mancanti alla pensione;
  • possibilità futura di reintegrare la posizione.

Anticipazione del 30% per altre esigenze

Dopo otto anni di partecipazione è possibile richiedere fino al 30% della posizione maturata per ulteriori esigenze personali, senza la necessità di documentare una specifica spesa sanitaria o immobiliare.

Con una posizione di 50.000 euro, il limite teorico sarebbe:

50.000 × 30% = 15.000 euro.

Con 100.000 euro:

100.000 × 30% = 30.000 euro.

Anche in questo caso, per le somme fiscalmente rilevanti secondo la disciplina applicabile, l’aliquota prevista per questa tipologia di anticipazione è del 23%.

Questa flessibilità rende il fondo pensione meno rigido di quanto molti immaginino.

Tuttavia, utilizzare frequentemente la posizione previdenziale come una riserva di liquidità può compromettere l’obiettivo principale per il quale è stata costruita.

Il fondo pensione non dovrebbe essere considerato un normale conto di risparmio dal quale prelevare periodicamente.

Riscatto del fondo pensione: parziale o totale

Il riscatto è diverso dall’anticipazione.

Con l’anticipazione si preleva una parte del capitale per esigenze previste dalla normativa, continuando normalmente a mantenere la posizione previdenziale.

Il riscatto è invece collegato a specifiche situazioni che interessano il percorso lavorativo o personale dell’aderente.

La COVIP distingue tra riscatto parziale e totale.

Riscatto del 50%

È possibile riscattare il 50% della posizione individuale maturata nei casi di:

  • cessazione dell’attività lavorativa con inoccupazione per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  • mobilità;
  • licenziamento;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria, secondo le condizioni applicabili.

Immaginiamo una posizione individuale di 70.000 euro.

Il riscatto del 50% consentirebbe, in termini lordi teorici:

70.000 × 50% = 35.000 euro.

La parte restante continuerebbe a rimanere nella posizione previdenziale secondo le condizioni previste.

Riscatto totale

Il riscatto dell’intera posizione può essere consentito in determinate situazioni.

La COVIP indica, tra i casi previsti:

  • invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • inoccupazione superiore a 48 mesi;
  • perdita dei requisiti di partecipazione al fondo, secondo le condizioni applicabili.

Queste possibilità mostrano che il capitale previdenziale non è completamente inaccessibile.

Allo stesso tempo, il riscatto totale deve essere valutato con grande attenzione.

Chi liquida integralmente la posizione interrompe il percorso di accumulo e può compromettere la costruzione della pensione integrativa.

In caso di cambio di lavoro, per esempio, il riscatto non è necessariamente l’unica possibilità.

A seconda della situazione, può essere possibile mantenere la posizione oppure trasferirla verso un’altra forma di previdenza complementare.

Cambiare lavoro non significa automaticamente dover liquidare il fondo pensione.

Prima di richiedere il riscatto è quindi opportuno verificare tutte le alternative disponibili.

RITA: ricevere il fondo pensione prima della pensione

La RITA, Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, è uno degli strumenti meno conosciuti della previdenza complementare.

La sua funzione è accompagnare economicamente l’aderente durante gli anni che precedono il raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

La COVIP indica due principali percorsi di accesso.

Nel primo caso sono richiesti:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia entro i cinque anni successivi;
  • almeno 20 anni di contribuzione nei regimi obbligatori;
  • almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Esiste poi una seconda possibilità per chi:

  • è inoccupato da oltre 24 mesi;
  • raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia entro i successivi 10 anni;
  • possiede almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

La RITA non è quindi una liquidazione generica del fondo.

È un meccanismo che permette di utilizzare tutto o parte del capitale previdenziale per ricevere pagamenti periodici durante il periodo che precede la pensione.

Facciamo un esempio puramente illustrativo.

Una persona ha accumulato 150.000 euro e decide, se in possesso dei requisiti, di destinare 60.000 euro alla RITA per coprire un periodo di cinque anni.

Semplificando e senza considerare rendimenti, costi e fiscalità:

60.000 ÷ 60 mesi = 1.000 euro mensili.

Nella realtà, il calcolo della prestazione dipende dalle modalità operative del fondo e dalle regole applicabili.

La RITA può rappresentare uno strumento di pianificazione dell’uscita dal lavoro, non soltanto una modalità di prelievo.

Per questo motivo dovrebbe essere valutata insieme a:

  • pensione pubblica futura;
  • risparmi personali;
  • eventuali investimenti;
  • TFR;
  • altre entrate familiari;
  • spese previste durante la pensione.

Cosa succede alla pensione futura quando si preleva capitale

Ogni prelievo effettuato prima della pensione produce una conseguenza semplice: riduce il capitale che rimane investito.

L’effetto può essere più significativo di quanto sembri.

Immaginiamo una persona di 45 anni con una posizione di 50.000 euro che richieda un’anticipazione di 15.000 euro.

Il capitale residuo diventa 35.000 euro.

Se ipotizziamo, esclusivamente per comprendere il meccanismo, altri 20 anni di accumulo con rendimento medio netto del 3%, i 15.000 euro prelevati avrebbero potuto teoricamente crescere fino a circa 27.000 euro.

Questo è il costo opportunità del prelievo.

Naturalmente, se il denaro viene utilizzato per una necessità sanitaria grave o per un obiettivo prioritario, la decisione non può essere valutata esclusivamente in termini di rendimento finanziario.

Ma per le spese non essenziali il ragionamento è differente.

La COVIP precisa che le anticipazioni possono essere richieste più volte, ma complessivamente le somme ottenute non possono superare il 75% della posizione individuale. Le somme prelevate riducono la futura prestazione e possono essere reintegrate dall’aderente.

Il reintegro può quindi essere un elemento della pianificazione.

Una persona che utilizza un’anticipazione in una fase della vita potrebbe successivamente valutare di ricostruire progressivamente la posizione.

La decisione deve comunque tenere conto della capacità finanziaria personale.

Una tabella pratica delle possibilità

Per orientarsi, possiamo riassumere le principali casistiche.

Spese sanitarie gravi

  • attesa minima: nessuna;
  • importo massimo: 75%;
  • necessaria specifica documentazione;
  • fiscalità agevolata secondo anzianità e disciplina applicabile.

Prima casa

  • attesa minima: 8 anni;
  • importo massimo: 75%;
  • per sé o per i figli;
  • tassazione prevista del 23% sulla parte imponibile secondo le regole applicabili.

Altre esigenze

  • attesa minima: 8 anni;
  • importo massimo: 30%;
  • non richiede una specifica motivazione tra quelle sanitarie o immobiliari;
  • tassazione prevista del 23% sulla parte imponibile.

Inoccupazione da 12 a 48 mesi

  • possibile riscatto parziale del 50%;
  • condizioni previste dalla normativa.

Inoccupazione superiore a 48 mesi

  • possibile riscatto totale;
  • condizioni previste dalla normativa.

RITA

  • pagamento temporaneo anticipato;
  • requisiti specifici legati a cessazione del lavoro, contribuzione, anzianità nel fondo e distanza dalla pensione di vecchiaia.

Prima di presentare una richiesta è sempre necessario verificare la propria situazione concreta e la documentazione richiesta dalla forma pensionistica.

Domande frequenti

Posso ritirare i soldi dal fondo pensione prima della pensione?

Sì, nei casi previsti. È possibile richiedere anticipazioni, riscatti parziali o totali e, se si possiedono i requisiti, accedere alla RITA.

Quanto posso ritirare dal fondo pensione per spese mediche?

Per le gravissime situazioni sanitarie previste dalla normativa è possibile richiedere fino al 75% della posizione individuale maturata, anche prima di otto anni di partecipazione.

Dopo quanti anni posso ritirare il 30%?

L’anticipazione fino al 30% per ulteriori esigenze può essere richiesta dopo almeno otto anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Posso usare il fondo pensione per comprare casa?

Dopo otto anni di partecipazione è possibile richiedere fino al 75% della posizione per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, secondo le condizioni previste.

Se perdo il lavoro posso ritirare il fondo pensione?

In determinate condizioni sì. È previsto il riscatto del 50% per inoccupazione tra 12 e 48 mesi e il riscatto totale in caso di inoccupazione superiore a 48 mesi, oltre alle altre casistiche previste.

Cos’è la RITA?

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata permette, in presenza di specifici requisiti, di ricevere in modo frazionato tutto o parte del capitale previdenziale durante il periodo che precede la pensione di vecchiaia.

Posso chiedere più anticipazioni?

Sì. La COVIP precisa che le anticipazioni possono essere richieste più volte, ma complessivamente non possono superare il 75% della posizione individuale maturata.

Conclusione

I soldi versati nel fondo pensione non sono completamente bloccati fino al pensionamento.

La normativa prevede diverse possibilità di accesso anticipato: spese sanitarie gravi, acquisto o ristrutturazione della prima casa, ulteriori esigenze personali, situazioni di inoccupazione e, nella fase di avvicinamento alla pensione, accesso alla RITA.

Ogni possibilità segue però regole differenti.

Anticipazione, riscatto e RITA devono essere considerati strumenti diversi, con finalità e conseguenze diverse.

Prima di prelevare capitale è importante valutare l’effetto sulla futura pensione integrativa. Una somma ritirata oggi non soltanto riduce il capitale disponibile, ma perde anche la possibilità di produrre rendimenti negli anni successivi.

In presenza di una necessità reale, la flessibilità del fondo pensione può rappresentare un vantaggio importante.

Per spese non essenziali, invece, è opportuno confrontare attentamente il beneficio immediato del prelievo con il costo previdenziale futuro.

La previdenza complementare nasce per costruire reddito nella fase della pensione. Le possibilità di accesso anticipato rappresentano una tutela e una flessibilità importante, ma dovrebbero essere utilizzate all’interno di una pianificazione consapevole.

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