Quando un conto corrente diventa dormiente: come chiedere il rimborso

Nonostante possa sembrare impensabile lasciare inattivo un conto corrente bancario, in realtà si tratta di un fenomeno piuttosto comune, che ogni anno interessa centinaia di conti presenti nei database degli istituti di credito. Quando su un conto corrente non vengono effettuate operazioni per un lasso di tempo considerevole, questi viene dichiarato dormiente. Se non si interviene immediatamente scatta un procedimento automatico ma reversibile, con cui lo Stato entra in possesso della liquidità presente e la utilizza per opere socialmente utili.

Conto corrente dormiente: di cosa si tratta

Un conto corrente è uno strumento utilizzato per inviare e ricevere denaro, per depositare i propri risparmi e per gestire tutte le operazioni finanziarie e creditizie dei privati e delle aziende. In alcuni casi però esistono dei conti corrente che non vengono usati per diversi anni, i quali superati i 10 anni di inattività sono dichiarati dormienti. Prima che ciò accada la banca depositaria è tenuta ad avvisare il titolare del conto corrente, informandolo che se non provvederà entro sei mesi allo sblocco del conto sarà considerato dormiente.

Una volta diventato dormiente un conto corrente viene espropriato dallo Stato, che drena la liquidità presente e la trasferisce in un Fondo speciale gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, utilizzando tali somme a scopi sociali. La dichiarazione di dormiente non interessa soltanto i conti corrente, infatti la stessa procedura può essere applicata anche ai conti deposito, ai libretti di risparmio, ai conti corrente postali e a qualsiasi tipo di deposito, compresi quelli di titoli e obbligazioni. L’unico vincolo è legato all’importo della somma depositata, che deve superare i 100€.

Come fare per attivare un conto corrente prima che diventi dormiente

Come abbiamo visto la banca è tenuta a informare il titolare del conto della prossimità di tale procedimento, fornendo quindi il tempo necessario allo sblocco del conto corrente. Per evitare che il proprio conto sia dichiarato dormiente bisogna eseguire almeno un’operazione bancaria, ad esempio un bonifico o un acquisto con una carta di pagamento collegata al conto corrente. Invece non sono ritenute valide le operazioni automatiche, come l’accredito dello stipendio o il pagamento di una bolletta con addebito diretto sul conto.

Procedura per il rimborso di un conto corrente dormiente

  • verifica della presenza del conto sul sito della Consap
  • download del modulo in base al tipo di deposito
  • compilazione del modulo di rimborso
  • allegare documento d’identità, codice fiscale ed estratto conto del rapporto dormiente
  • riconoscimento della titolarità del deposito
  • invio della richiesta via email o raccomandata con ricevuta a/r
  • comunicazione dell’esito da parte della Consap

Come richiedere il rimborso di un conto corrente dormiente

Una volta che la procedura è stata finalizzata la liquidità presente sul conto viene espropriata dallo Stato, che la usa per opere di utilità sociale. Ovviamente è ancora possibile richiedere il rimborso dei propri risparmi, rivolgendosi direttamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Possono richiedere il rimborso tutti i titolari di un conto corrente o di un deposito bancario inattivo da oltre 10 anni, di assegni circolari che non sono stati versati da più di 3 anni, di contratti assicurativi sulla vita scaduti e non incassati da più di 2 anni, oppure di buoni fruttiferi o di libretti di risparmio postali non attivi da più di 10 anni o non riscossi.

Ovviamente esistono alcune limitazioni per la presentazione della domanda di rimborso, in particolare per le assicurazioni sulla vita, gli assegni circolari e i buoni fruttiferi postali. Nel caso fossero passati oltre 10 anni dalla scadenza dei termini previsti per la considerazione di rapporti dormienti, non è più possibile richiedere il rimborso del capitale espropriato. La gestione di questi rapporti è affidata alla Consap, la Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici. È importante ricordare che possono effettuare la richiesta di rimborso non solo i titolari del rapporto dormiente, ma anche i loro legittimi eredi.

La domanda può essere spedita alla Consap tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure utilizzando il Portale Unico per i servizi ai cittadini, presente sul sito ufficiale dell’istituto all’indirizzo portale.consap.it e accessibile tramite credenziali. Il modulo per la richiesta è scaricabile in formato PDF dal sito della Consap al seguente indirizzo, dove è possibile trovare tutta la modulistica suddivisa in base al tipo di rapporto dormiente. Nel modulo per il rimborso di un conto corrente dormiente è necessario inserire i propri dati anagrafici o societari, come nome, cognome, codice fiscale, residenza, recapiti telefonici e indirizzo email.

Inoltre bisogna segnalare un Iban di un conto corrente per ricevere la somma in questione, fornendo il nome del titolare del rapporto e della banca depositaria e indicando il tipo di conto corrente dichiarato dormiente, quindi specificando se si tratti di un conto cointestato, monointestato, a firme congiunte o disgiunte, l’importo da restituire, la banca dove era custodito e le coordinate del vecchio conto. Infine è necessario allegare alcuni certificati come una copia del proprio documento d’identità, a scelta tra la patente, il passaporto o la carta d’identità, del codice fiscale, dell’ultimo estratto conto e un documento originale che attesti tramite terzi la regolarità della richiesta di rimborso.

Sul sito della Consap infatti è possibile cercare i rapporto dormienti, ottenendo di conseguenza un certificato che attesti la titolarità effettiva del rapporto dormiente, procedimento che deve essere avaliato da un intermediario qualificato. La richiesta di rimborso deve essere spedita a Consap S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti Via Yser 14, 00198 Roma, oppure in alternativa inviata via email all’indirizzo di posta elettronica rapportidormienti@consap.it. Il procedimento è piuttosto lungo, poiché possono passare anche diversi mesi prima di ricevere una risposta dall’istituto. La Consap infine comunica l’esito negativo o positivo della procedura, con il conseguente rifiuto o accettazione della domanda di rimborso del conto corrente dormiente.

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